<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3426941857091580736</id><updated>2011-07-30T11:29:07.737-07:00</updated><title type='text'>media</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3426941857091580736/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>mediateatro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01661716962971107224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3426941857091580736.post-1559161233833580217</id><published>2009-07-06T07:44:00.001-07:00</published><updated>2009-07-06T10:11:11.548-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>"E' una /*rimediazione teatrale*/, è la rappresentazione di un medium in&lt;br /&gt;un altro medium, ovvero l'utilizzo di alcune caratteristiche tipiche di&lt;br /&gt;un medium all'interno di un altro. Siamo molto interessati al nuovo&lt;br /&gt;paradigma narratologico noto come New Italian Epic, e da li siamo&lt;br /&gt;partiti. E' una concatenazione di concetti che riportano alla&lt;br /&gt;contemporaneità. Oggi la cronaca è centrale,, infatti grazie ai nuovi&lt;br /&gt;media un fatto è sia epico che cronachistico, come scrive Wu Ming 1 -&lt;br /&gt;l'uso dell'aggettivo "epico", in questo contesto, non ha nulla a che&lt;br /&gt;vedere con il "teatro epico" del Novecento o con la denotazione di&lt;br /&gt;"oggettività" che il termine ha assunto in certa teoria letteraria -&lt;br /&gt;(New Italian Epic, Memorandum).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma queste cronache sono epiche, perché oggi viviamo una New Media Epic,&lt;br /&gt;una /*nuova epica*/ dei media, infatti inseriamo i fatti quotidiani e le&lt;br /&gt;nostre azioni, le nostre esperienze, in una rete di media pervasivi così&lt;br /&gt;che noi stessi diventiamo spettatori di una (nostra) nuova epica&lt;br /&gt;digitale. L'epica diventa di tutti, e riportandola a teatro ridiventa&lt;br /&gt;condivisione e rielaborazione dei fatti-pensieri in chiave sociale,&lt;br /&gt;luogo liminale dove si realizza una performance condivisa della critica&lt;br /&gt;e del senso. Infine, queste narrazioni sono /epiche/ perché ambiziose,&lt;br /&gt;sono /epiche/, perché, ancora recuperando Wu Ming 1, le dimensioni dei&lt;br /&gt;problemi da risolvere per trascendere misura e confini della&lt;br /&gt;forma-cinematica, "/come nel caso di narrazioni transmediali, che&lt;br /&gt;proseguono/ /in diversi contesti/"(NIE, Memorandum). Oggi siamo noi che&lt;br /&gt;creiamo la nostra identità mediatica. E questo determina il nostro ruolo&lt;br /&gt;sociale, tutte le decisioni che prendiamo su come raccontare quello che&lt;br /&gt;è importante per noi stessi, quello che è effettivamente vero, quello&lt;br /&gt;che è vero ma non è vero, quello che è effettivamente falso, quello che&lt;br /&gt;è falso ma non è falso, e quello che è contemporaneamente sia falso/vero&lt;br /&gt;che vero/falso (un'epica quantica?), sono la nostra nuova epica&lt;br /&gt;esistenziale. L'autore è molto più esposto (a sé stesso). Nasce un'epica&lt;br /&gt;intima, familiare, condivisa con un'alterità sconosciuta, e per quanto i&lt;br /&gt;gesti singolarmente siano innocui, l'insieme dei comportamenti, che nei&lt;br /&gt;media interattivi sono comunicazione, finiscono per dare origine a&lt;br /&gt;un'epica molto dettagliata. Nell'epoca dei Nuovi Media siamo tutti Eroi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera in quanto rimediazione teatrale abbraccia le categorie del&lt;br /&gt;/*falso-fake*/, un nuovo tipo di rapporto con la realtà che è mediato&lt;br /&gt;con un nuovo linguaggio, che non è di mera fantasia, ma fa riferimento&lt;br /&gt;ai dati, è una letteratura documentale, una no-fiction novel. Le parole&lt;br /&gt;letterarie diventano strumenti per la descrizione della realtà. In linea&lt;br /&gt;cone questa nebulosa /Cena da Keynes/ utilizza la ricerca e l'utilizzo&lt;br /&gt;di immagini dagli archivi, il /*found footage*/. Questi archivi sono&lt;br /&gt;privati, sono pubblici, di telegiornali e reportage, sono in rete a&lt;br /&gt;disposizione. Oggi i registi (ma ha ancora senso questo termine?), gli&lt;br /&gt;artisti, gli autori utilizzano tutto quanto pensano sia /giusto/ e&lt;br /&gt;/serio/ utilizzare. Giusto e serio. I due aggettivi sono appropriati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest'opera non è post-moderna, rigetta il distacco e la gelida ironia&lt;br /&gt;da /pastiche/ postmodernista. Il cliché è evocato e subito messo da&lt;br /&gt;parte. In questa opera deve esserci un calore, una presa di posizione e&lt;br /&gt;assunzione di responsabilità che supera la complicità compulsiva e la&lt;br /&gt;rivendicazione postmoderna del "non prendersi sul serio".Essa recupera&lt;br /&gt;un'/etica/ del narrare dopo anni di gioco e di bulimia audiovisiva ed&lt;br /&gt;elettronica. In /Cena da Keynes/ c'è una, /*responsabilità nello&lt;br /&gt;sguardo* /e nell'immagine data dalla possibilità teatrale di&lt;br /&gt;"riattivare" questa stessa immagine, ricaricarla di significato dopo il&lt;br /&gt;logorìo di /televisione /e /advertising/.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;/Cena da Keynes/ ha una complessità narrativa, ma un' attitudine&lt;br /&gt;/popular/, è /*complessa e popolare*/.La complessità narrativa non è&lt;br /&gt;ricercata a scapito della leggibilità, la fatica del pubblico è&lt;br /&gt;ricompensata con nuove valide modalità di risolvere problemi&lt;br /&gt;narratologici e scaricare la tensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo teatrale utilizza/ *storie alternative e ucronie potenziali*,/&lt;br /&gt;la commistione con la forma del documentario fa precipitare l'ucronia in&lt;br /&gt;una dimensione di falsificazione, dando all'opera un carattere&lt;br /&gt;particolare. Il reale della crisi si confonde con la irrealtà della&lt;br /&gt;narrazione mediatica, mentre la crisi svanisce e l'economia sembra&lt;br /&gt;autocensurarsi svanendo, al contrario il testo assume realtà, supera&lt;br /&gt;l'operazione e si incarna nella possibilità che i fatti, e il suo&lt;br /&gt;protagonista /denaro/, siano, in parte o in fondo, veri o possibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa attua una/ *testualizzazione del reale*/,/ /un concetto differente&lt;br /&gt;da quello di realismo, esso non si esaurisce all'interno della&lt;br /&gt;composizione realistica e della scrittura mimetica. L'opera ricerca&lt;br /&gt;l'esposizione e la costruzione del reale, inteso come spazio&lt;br /&gt;socio-culturale rappresentabile e comunicabile, nella misura consentita&lt;br /&gt;e stabilita da una determinata cultura in un determinato periodo&lt;br /&gt;storico.Inoltre la testualizzazione non è separabile dal materiale&lt;br /&gt;(supporto?) che la opera, per questo è presente una macchina scenica che&lt;br /&gt;rimedia teatralmente le immagini 'reali' di Richard Nixon che annuncia&lt;br /&gt;lo sganciamento del dollaro dall'oro, e le immagini del fallimento 2008&lt;br /&gt;Leman Brothers. Le immagini in questo modo vengono letteralmente&lt;br /&gt;rilette. Il pubblico è obbligato a continui rinvii ad un mondo&lt;br /&gt;extratestuale venendo costretto ad accettare una serie di&lt;br /&gt;sovrapposizioni e rilanci tra dimensione testuale e campo del reale. In&lt;br /&gt;quest'opera è centrale far vedere, l'esistente perché la connessione che&lt;br /&gt;l'opera stabilisce con il reale, non è una semplice aderenza alla&lt;br /&gt;superficie delle cose, in cui basta rappresentare. Il linguaggio&lt;br /&gt;sperimentale sviluppato, è fondativo del mondo, in quanto veicola la&lt;br /&gt;condivisione e la strutturazione delle nostre esperienze del reale,&lt;br /&gt;possiede una dimensione ontologica e genera una possibile esperienza del&lt;br /&gt;Mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine quest'opera si fonda, e ricerca,/ /un /*Allegoritmo*./ Un&lt;br /&gt;algoritmo è un insieme di regole e procedure da seguire in un&lt;br /&gt;determinato ordine per risolvere ottenere un risultato. /Cena da Keynes/&lt;br /&gt;è strutturata in scene-modulo, alcune chiuse, alcune a canovaccio, altre&lt;br /&gt;totalmente aperti che prevedono la presenza di ospiti reali che&lt;br /&gt;interpretano loro stessi/. /"/Allegoritmo/" è un neologismo preso in&lt;br /&gt;prestito dalla cultura dei videogiochi. Ogni gioco è un'allegoria: è&lt;br /&gt;composto di moduli che rappresentano qualcos'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mise en scene utilizza la/ *sovversione "nascosta" di linguaggio e&lt;br /&gt;stile*//,// /questa opera è sperimentale anche dal punto di vista&lt;br /&gt;stilistico e linguistico, si tratta di una sperimentazione dissimulata&lt;br /&gt;che mira a sovvertire dall'interno il registro linguistico comunemente&lt;br /&gt;usato nel teatro. Utilizza il fake negli attori, che recitano sé stessi&lt;br /&gt;mentre interpretano le loro reali tendenze e percezioni economiche, e&lt;br /&gt;utilizza il fake negli ospiti, che testimoniano sé stessi, ma che pre il&lt;br /&gt;mero fatto di essere su un palco teatrale di fronte a un pubblico non&lt;br /&gt;sono più loro stessi. Lo stile è scarno, documentaristico, è quello&lt;br /&gt;dell'intervista, non della recitazione. Nessuna reale interpretazione,&lt;br /&gt;solo comprensione dell'esperimento da parte degli attori (come degli&lt;br /&gt;ospiti). All'inizio non si nota uno stile diverso, guardando l'opera si&lt;br /&gt;percepisce qualcosa di strano, una serie di riverberi che producono un&lt;br /&gt;effetto cumulativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera è pensata all'interno della / *Transmedialità*/. Questa nuova&lt;br /&gt;forma di narrazione propende dichiaratamente a uscire dai contorni della&lt;br /&gt;mera opera teatrale, distribuita solo a teatro, per proseguire il&lt;br /&gt;viaggio in forma audiovisiva, distribuita in foma di DVD"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(riferimenti New Italian Epic su&lt;br /&gt;http://www.carmillaonline.com/archives/2008/09/002775.html - e New&lt;br /&gt;Italian (Media) Epic su http://www.m-node.com/mnode_nmer2009.html)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Monico, 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3426941857091580736-1559161233833580217?l=mediateatroprova.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/feeds/1559161233833580217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/2009/07/e-una-rimediazione-teatrale-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3426941857091580736/posts/default/1559161233833580217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3426941857091580736/posts/default/1559161233833580217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/2009/07/e-una-rimediazione-teatrale-e-la.html' title=''/><author><name>mediateatro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01661716962971107224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3426941857091580736.post-8768419017422413030</id><published>2009-06-30T03:18:00.000-07:00</published><updated>2009-11-26T07:23:47.512-08:00</updated><title type='text'>Trailer</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-110cfed1c97112c8" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v9.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D110cfed1c97112c8%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331245004%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D3649A171A04E6EB4E716A4F5B0E7843546BB3811.1DCA8E3B676F904966FB248D28B86FD2415B8F79%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D110cfed1c97112c8%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DY8VwzwgxV8G0iS9zKs99h5vUB30&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v9.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D110cfed1c97112c8%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331245004%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D3649A171A04E6EB4E716A4F5B0E7843546BB3811.1DCA8E3B676F904966FB248D28B86FD2415B8F79%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D110cfed1c97112c8%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DY8VwzwgxV8G0iS9zKs99h5vUB30&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cena da Keynes&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da un'idea di&lt;br /&gt;Francesco Monico &amp;amp; Amos Bianchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ispirato ai testi di&lt;br /&gt;Pierangelo Dacrema&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;soggetto e testi di&lt;br /&gt;Ilaria Bambini&lt;br /&gt;Amos Bianchi&lt;br /&gt;Simona di Michele&lt;br /&gt;Fabio Mattia&lt;br /&gt;Simone Rovellini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sviluppato con l'aiuto di NABA Nuova Accademia di Belle Arti Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© copyright Slowthink 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3426941857091580736-8768419017422413030?l=mediateatroprova.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=110cfed1c97112c8&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/feeds/8768419017422413030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/2009/06/trailer.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3426941857091580736/posts/default/8768419017422413030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3426941857091580736/posts/default/8768419017422413030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mediateatroprova.blogspot.com/2009/06/trailer.html' title='Trailer'/><author><name>mediateatro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01661716962971107224</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
